Passa ai contenuti principali

Intervista a Dennis Maseri



Oggi presentiamo un candidato al Consiglio comunale che secondo noi ha tutte le carte in regola per fare non bene, ma benissimo.
Dennis Maseri: 33 anni, una laurea in Relazioni internazionali, un master in management d'impresa cooperativa, ha fondato la Cooperativa Sociale Raggio che si occupa di integrazione e lavoro per disabili. Al suo impegno sociale coniuga un altrettanto consistente impegno politico in quanto Consigliere della Circoscrizione 2 e Coordinatore della "Commissione Sport e Cultura".

Quali sono le tue passioni?

La bicicletta prima di tutto. La uso tutti i giorni per andare a lavoro e il fine settimana per le gite fuoriporta. Ne ho tre diverse, ma la più bella è una Visconti nera con i freni a bacchetta, di quelle che usavano i vigili urbani qualche anno fa.
Quando sono a casa serie TV: House of Cards, Games of Thrones, Breaking Bad, Mad Man... Boris.
Leggo. Romanzi, saggi soprattutto su temi economici, tanta fantascienza e polizieschi.

Come mai il tuo interesse per la politica?

Il mio impegno politico inizia nel 2007, con la nascita del Partito Democratico, e nasce dalla semplice voglia di provare a cambiare le cose nel territorio in cui sono nato e cresciuto. Ero semplicemente stufo di sentire lamentele intorno a me e mai nessuna iniziativa per migliorare quelle cose che non funzionavano, ed ho quindi preso la decisione di provare a fare di testa mia. Occuparsi di politica è difficile, soprattutto in questa epoca storica ed in un contesto come quello di una grande città. I problemi sono reali e sono tanti, i soldi pochi e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni è ai massimi livelli. Per un giovane in politica è necessario avere le idee molto chiare su dove si vuole andare, purtroppo gli spazi per sbagliare sono ridotti al minimo e la coerenza sui provvedimenti presi è importantissima.

Quali sono le priorità politiche di Torino?

MOBILITA’ SOSTENIBILE: per migliorare la qualità dell’aria è necessario rivedere la mobilità cittadina, storicamente incentrata sul trasporto privato in automobile, a favore del trasporto collettivo e della bicicletta. Costruire piste ciclabili rialzate richiede tempi lunghi e costi elevati. Molto più semplice sviluppare delle “corsie preferenziali” protette da un cordolo rialzato tra il marciapiede e l’area adibita a parcheggio.        La carreggiata riservata alle auto si stringe, ma si ottiene il risultato di una minore velocità dei veicoli. Un’altra misura rapida e a basso costo sarebbe creare delle “zone 30” in tutti i controviali attraverso segnaletica e dissuasori.

NUOVA IMPRENDITORIA: la città ha necessità di mettere in campo delle misure che favoriscano la nascita di imprese innovative, sia dal punto di vista tecnologico che sociale, che possano ridare slancio all’economia locale e creare posti di lavoro. Accanto ai numerosi incubatori di recente sviluppo sarebbe necessario agire su tasse e tributi comunali a favore delle nuove imprese, ad esempio sulla raccolta rifiuti, con importanti sconti e attraverso una maggiore semplificazione burocratica.

POLITICHE GIOVANILI: Torino arriva da una fortissima tradizione di politiche a favore dei giovani, per lungo tempo è stata al massimo livello in Italia. Occorre soprattutto rivedere il ruolo dei Centri di Protagonismo Giovanile per renderli più attraenti e conosciuti alle nuove generazioni, sia dal punto di vista delle attività svolte che delle strutture stesse. La città deve convincersi che è necessario contribuire alla formazione e alla partecipazione democratica dei giovani affinché diventino dei buoni cittadini. E soprattutto è necessario convincersi che su queste iniziative occorre investire del denaro, non scaricare tutto il peso sulle associazioni che gestiscono le varie progettualità. L'altra faccia della stessa medaglia saranno gli anziani e le fasce più deboli della popolazione. La Torino del futuro non si dimenticherà di loro ma li coinvolgerà attivamente nel suo sviluppo.

 C'è qualche aspetto ingiustamente sottovalutato che ti piacerebbe rilanciare?

Torino deve investire molto nel suo personale amministrativo: tanta formazione continua per i lavoratori comunali e assunzione di giovani che possano portare nuova linfa nelle attività gestite internamente.


Simone Santoro
GDTO

Commenti